OFTYVIT®: proteggi i tuoi occhi dentro e fuori il campo da golf

I golfisti sono esposti a fattori ossidanti come, ad esempio, la prolungata esposizione alla luce solare, al vento, alla polvere, alla sabbia e ai fertilizzanti utilizzati sui campi. Tali fattori possono provocare secchezza oculare e, nel corso del tempo, causare danni agli occhi.

Al fine di prevenire questi problemi mi sono documentato ed ho scoperto grazie ad un collega PGA le nuove gocce oculari OFTYVIT®,  brevettate e innovative a livello mondiale. La loro funzione è quella di contrastare i fattori ossidanti e garantire la corretta lubrificazione e idratazione oculare, indispensabili per una vista in salute.

Per informazioni più dettagliate vi rimando all’articolo che segue.

La vista rappresenta l’80% delle nostre percezioni ed è quindi fondamentale per la vita quotidiana e lo è anche in campo golfistico. Risulta quindi importante preservare e proteggere la visione dallo stress ossidativo, a cui gli atleti sono sottoposti in percentuale maggiore rispetto agli altri.

Le gocce oculari OFTYVIT® sono state studiate in collaborazione con il Centro per la Ricerca Clinica e Sperimentazione delle Malattie della Superficie Oculare di Genova. Hanno la capacità di penetrare la barriera corneale e fornire un’azione antiossidante e chelante all’interno dell’occhio, che, per la sua particolare fisiologia, fino ad ora sembrava essere scarsamente raggiungibile dai principi attivi presenti nei colliri in commercio.

L’azione antiossidante viene garantita dalla presenza di MSM (metil sulfonil metano) e delle vitamine A ed E e l’azione chelante, che sottrae e inattiva i danni da ioni metallici, è assicurata dall’EDTA (acido etilen diamin tetra acetico).

La superficie oculare è protetta, nutrita e lubrificata dal film lacrimale. Se per qualche ragione esso non può esercitare queste funzioni, il sistema della superficie oculare entra in uno stato di crisi che può manifestarsi attraverso: bruciore, arrossamento, stanchezza oculare, infiammazione. Sintomi tipici di scarsa lacrimazione molto spesso riscontrati dai giocatori dentro e fuori il campo da golf.

OFTYVIT® fornendo un adeguato volume d’acqua, migliora la stabilità del film lacrimale garantendo una buona idratazione oculare, indispensabile per una vista in salute.

Per maggiori informazioni visita il sito www.baifinternational.it.

Voice Caddie SC200

C’era un volta una bellissima accademia di golf

Ho il dovere di avvisare i miei 22.000 lettori che a partire da primo luglio 2015 non svolgerò più le mie lezioni presso il Bresciagolf, all’interno dell’accademia di legno da me ideata e costruita nel 2006.

Per motivi a me sconosciuti e, devo ammettere, totalmente incomprensibili, la neo gestione del club appena giunta (famiglia Tomasoni) ha deciso di negarmi la possibilità di convivere e insegnare a fianco della neo arrivata scuola di Costantino Rocca (mio presidente PGAI), motivo per il quale sarò da oggi provvisoriamente reperibile presso i Golf Club Arzaga e Gardagolf, sul lago di Garda.

A nulla, purtroppo, sono valse una mia gentile ma preoccupata lettera inviata al presidente Costantino Rocca e al consiglio PGAI e la mia totale disponibilità a collaborare per far convivere in armonia entrambe le scuole all’interno dello stesso circolo. E neppure a nulla sono servite le strette di mano e le parole rassicuranti ricevute fin dal primo incontro da Roberto Tomasoni, neo gestore da poco giunto al circolo nel quale avevo riposto molta fiducia ma dal quale sono ora felice di prendere le distanze.

Pur dovendo lasciare i locali della bellissima scuola che con il collega Alfredo Da Corte avevo costruito, desidero fortemente ringraziare le passate gestioni del Bresciagolf e tutti i soci per questi 9 meravigliosi anni di collaborazione e desidero ringraziare i Golf Arzaga e Gardagolf per la disponibilità con la quale stanno già accogliendo ogni giorno i miei numerosi allievi provenienti da tutta Italia, dandomi la possibilità d’insegnare nei loro meravigliosi circoli.

Infine, desidero esprimere stima nei confronti del consigliere PGAI Antonio Iurilli per aver menzionato questi recenti e davvero strani fatti avvenuti presso il Bresciagolf (ex sede della mia scuola) tra le motivazioni che lo hanno portato a dare le dimissioni dal Consiglio Direttivo dell’Associazione dei Professionisti di Golf Italiani, sciogliendo di fatto il Consiglio intero e facendo decadere Costantino Rocca dal suo ruolo di presidente.

Ora guardo al futuro con la voglia di lavorare al meglio e sempre meglio e di chi crede ancora in fortissimi valori deontologici e professionali che fortunatamente so ancora di condividere con molti colleghi professionisti e imprenditori che veramente conoscono e amano questo sport. Valori che sono certo renderanno la PGA Italiana un’associazione davvero forte e unita per il bene del golf italiano e di chi lo gestisce virtuosamente.

Per il momento vi aspetto sul lago di Garda e vi auguro una buona estate!

Andrea Zanardelli.

C’era una volta una bellissima accademia di golf…

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Chiudete Facebook e andate a praticare sotto la pioggia

Oggi non ho nessuna lezione da presentarti. Non ho preparato nessun video, non ho nessun consiglio tecnico da darti e non ho nulla da proporti. Nemmeno da venderti.

Oggi, mentre guardo il Masters in televisione, ti scrivo semplicemente perché penso che anche tu, come me, ami davvero il golf. E allora voglio consigliarti di vedere un video che ho appena scoperto grazie al mio collega Alfredo con il quale sono cresciuto e con il quale ho condiviso tante, tantissime giornate di vera passione per il golf. Lui l’ha visto, si è emozionato e sapendo quanto amo questo sport ha voluto condividerlo con me.

Un video che mi ha ipnotizzato, commosso, ispirato e mi ha fatto venire il cuore in gola. UN video che ora io desidero condividere con te e con tutti voi che seguite i miei video di golf.

Si tratta di una pubblicità della Nike ma non è questo che conta. Non ho nessun legame commerciale con questa azienda e non mi interessa pubblicizzare nulla.

Desidero solo consigliarti di vedere questo video perché non ho mai visto un video così bello e che in così pochi istanti ha racchiuso e spiegato così bene ciò che io provo per il golf, ciò che io ho vissuto da ragazzo e ciò che mi ha portato a scegliere questo lavoro. Il desiderio di aiutare altre persone a giocare meglio a golf, a essere più felici grazie al golf. Il desiderio di vivere di golf. Di parlare di golf. D’indossare ogni giorno un paio di scarpe bianche e passare la maggior parte del mio tempo sotto il sole o sotto la pioggia, basta che sia in un campo da golf.

Te lo consiglio, perché so che anche tu vorresti vedere i ragazzi di oggi spegnere più spesso i cellulari, chiudere facebook e andare a praticare. Anche sotto la pioggia. Che avessero dei sogni veri e che questi sogni li ispirassero. E che l’ispirazione guidasse la loro volontà e che la volontà, giorno dopo giorno, difficoltà dopo difficoltà, li portasse lontano. Sicuramente in un mondo migliore. Quello che loro hanno creato per loro stessi.

Partendo da un sogno.

Te lo consiglio perché guardandolo mi sono ricordato che in passato ho praticato tanto sotto la pioggia, ho sognato tanto e anche se non sono diventato un campione di golf, sono felice di fare oggi un mestiere che un tempo significava per me solo un sogno. Quando sognavo, sui libri di scuola, di diventare un giorno un professionista e di aprire un mia scuola di golf.

E sono convinto che anche tu, nel tuo lavoro e nella tua vita hai sognato, ti sei lasciato ispirare e a tuo modo hai praticato al freddo, al buio e alla pioggia. Per questo motivo sono sicuro che questo video ti piacerà come è piaciuto, incredibilmente, a me.

Ti auguro una buona visione e ti ringrazio di cuore per essere iscritto a questa newsletter, condividendo con me la tua passione per il golf. Lavoro, marketing e business a parte… desidero tu sappia che lo apprezzo veramente.

Andrea Zanardelli.

Il metodo AimPoint Express e la regola 16-1: facciamo chiarezza!

Data la sempre maggiore diffusione del metodo di lettura del green AimPoint Express, la R&A e la USGA (gli organi che gestiscono i regolamenti del gioco in Europa e negli Stati Uniti) il giorno lunedì 19 gennaio 2015 si sono espressi al fine di sottolineare l’importanza di non infrangere, durante la procedura di lettura, la famosa Regola 16-1.

Questa regola impedisce al giocatore di calpestare o toccare la propria linea del putt (ossia la traiettoria sulla quale si desidera far rotolare la propria pallina) comprensiva di una ragionevole distanza da essa, tuttavia non specificando il termine “ragionevole”.

Nonostante l’applicazione del metodo AimPoint Express non infranga tale regola, si è recentemente diffuso uno strano allarmismo tanto da far pensare a qualcuno che il metodo stesso fosse stato bandito dalle regole del golf.

Niente affatto! Non solo il metodo di lettura del green AimPoint Express è “sano e salvo” ma continua a riscontrare enorme consenso tra i giocatori del Tour!

Quindi, se sei un giocatore che applica il metodo AimPoint Express e ricevi un appunto su tale regola, ecco come dovrai comportarti:

  • spiega al tuo compagno di gioco o al giudice arbitro contestatore che conosci perfettamente il contenuto della regola 16-1 e che, durante la lettura, ti sei posizionato con i piedi appositamente ad una ragionevole distanza dalla tua linea del putt;
  • riferisci che la R&A e la USGA non hanno mai messo in discussione il metodo AimPoint Express (come molti credono) ma semplicemente “ribadito” l’importanza di rispettare la regola 16-1;
  • in casi estremi, richiedi alla fine del giro un meeting con il comitato di gara, i giudici ed il contestatore al fine di avere sciolto ogni dubbio.

Nessuna regola, nessun giocatore e nessun giudice arbitro potrà impedirti o penalizzarti per aver applicato il metodo di letura del green AimPoint Express. Semplicemente… non toccare mai la linea del putt, esattamente come la procedura ufficiale AimPoint Express ti ha insegnato a fare!

Andrea Zanardelli
Isruttore Certificato AimPoint

Il “Quiet Eye” nel Golf: dalla rivisitazione della letteratura ad una proposta di allenamento

a cura della Dr.ssa Anna Saito

Data la sua importanza relativa all’interno del gioco del golf, non sorprende che gran parte della ricerca si sia concentrata sul miglioramento della precisione del putting.

Il putt è nel golf una competenza particolarmente suscettibile alla discontinuità e richiede movimenti precisi e accurati e spesso eseguiti in condizioni di elevato stress emotivo.

Il controllo dello sguardo è stato un obiettivo importante per la ricerca negli ultimi anni, essa ha rivelato differenze significative di prestazioni legate proprio alla capacità di controllo su questo, dimostrando che i giocatori più esperti utilizzano le strategie di controllo di sguardo mostrando performance migliori.

Livelli più elevati di “arousal” riducono la capacità del controllo di sguardo con conseguente riduzione delle prestazioni.

I ricercatori hanno, quindi, suggerito che gli interventi formativi destinati a guidare il controllo ottimale di sguardo, possono facilitare le prestazioni in ambiti altamente stressanti (Vickers e Williams, 2007; Behan e Wilson, 2008). In particolare, uno studio ha valutato l’utilità di un intervento formativo sul “controllo di sguardo” volto a migliorare il putting tra golfisti di basso handicap, dimostrando di essere un fattore determinante per la precisione nell’esecuzione dei compiti di tipo motorio (Terra, 2009; Vickers, 2009).

Vickers è stata la prima studiosa a valutare il controllo di sguardo sia di giocatori esperti che principianti durante lo svolgimento del putting, mettendoli a confronto. Ella ha evidenziato, tra i due gruppi. differenze significative di competenza nel controllo di sguardo durante l’allineamento e l’esecuzione del putt.

In particolare, i giocatori esperti tenevano gli occhi fissi sul retro della palla per circa due secondi prima dell’inizio del backswing e mantenevano questa fissittà fino al contattato della palla con il putter. Il loro sguardo rimaneva poi stabile nella stessa posizione per circa 0.3-0.5 secondi dopo che la palla era stata colpita. Questa “fissazione di sguardo” nella mira è stata poi definita “Occhio Tranquillo” o “Quiet Eye” (QE, Vickers, 1996 ).

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Vickers ha proposto che il QE rappresenterebbe un intervallo di tempo in cui vengono elaborati gli stimoli ambientali rilevanti e coordinati così con gli schemi motori, utili a portare a termine la prova. Questa spiegazione di come il QE può “lavorare” è in accordo con i cosiddetti sistemi attenzionali delineati da Corbetta e colleghi.

Il “sistema attentivo” è costituito da un fascio neuronale che si divide in una parte dorsale detta “goal-directed”, ossia diretta verso la focalizzazione di un obiettivo (importante per la scelta di risposta dell’azione e perché si occupa di collegare gli stimoli rilevanti per la pianificazione motoria), e in una parte ventrale definita “stimolo-driven”, ossia sollecitata da uno stimolo motivante (sia esso esterno o interno). Il sistema attenzionale ventrale funziona come un interruttore per il sistema dorsale, dirigendo l’attenzione agli stimoli salienti.

Teoricamente, periodi più lunghi di “Quiet Eye” permettono agli esecutori del gesto tecnico una proroga di programmazione (attenzione dorsale), riducendo al minimo la distrazione (attenzione ventrale) da altri fattori scatenanti interni o ambientali.

Dal punto di vista applicativo, tali intuizioni sui processi psicomotori che sono alla base delle prestazioni qualificate, possono guidare lo sviluppo di interventi formativi innovativi per ottimizzare il controllo di sguardo e facilitare l’esecuzione delle attività motorie, in modo più accurato ed efficiente. La ricerca della Vickers e dei suoi colleghi ha dimostrato che giocatori più esperti possono imparare a sviluppare più a lungo e in modo più efficace i periodi di QE, con conseguenti miglioramenti nelle prestazioni.

Le interruzioni nel controllo di sguardo durante la performance sotto pressione possono fornire ulteriori informazioni su come interventi formativi in tal senso possano invece facilitare le prestazioni (Wilson, 2008). Un’efficace controllo dell’attenzione, come indicizzato dal QE, è influenzato negativamente dall’ansia, causando conseguente degrado delle prestazioni.

In linea con questo concetto, un recente studio ha esaminato gli effetti di un regime di allenamento di QE volta a ottimizzare il controllo di sguardo, l’apprendimento e le prestazioni sotto pressione di golfisti alle prime armi (Vite e Wilson, 2010).

Coerentemente con il lavoro di Vickers e colleghi, i risultati hanno rilevato che i golfisti addestrati al QE risultavano maggiormente protetti dagli effetti negativi di ansia grazie al mantenimento di un QE di una durata efficace.

Con l’aiuto del Neurofeedback è possibile allenare la tecnica del “Quiet Eye” avendo live il riscontro immediato della corretta esecuzione. Il “blink oculare”, ossia la chiusura degli occhi, e il battito ciliare sono infatti immediatamente visibili con l’ausilio del Neurofeedback.

Il cervello umano è costituito da una grande rete di neuroni. Ogni neurone trasmette informazioni attraverso attività elettrochimiche che produce campi elettrici molto piccoli. Questo processo può essere registrato attraverso la elettroencefalografia (EEG).

I differenti stati mentali sono caratterizzati da differenti pattern di attività neurale, essi possono essere analizzati come differenti pattern nel segnale EEG. L’attività dei neuroni viene catturata, convertita e visualizzata come “velocità” con cui le cellule nervose comunicano all’interno delle unità funzionali (velocità = frequenza in hertz (Hz) = 1/s).

I protocolli di allenamento che prevedono l’utilizzo del Neurofeedback si propongono di:

  1. Allenare in generale la propria capacità attentiva e di concentrazione.
  1. Riuscire ad entrare nello stato di Flow riproponendo attivamente “un’attenzione rilassata”.
  1. Migliorare il proprio putt e ridurne il numero per giro, allenando la propria capacità di tenere fisso lo sguardo (“Quiet Eye”).

Dr.ssa Anna Saito
Specialista in Psichiatria e Psicoterapeuta
Psicologa dello Sport

Per maggiori informazioni:

T: 06.50914041
C: 333.3208516
M: anna_saito@fastwebnet.it
W: www.golfissimamente.it

Il golf e la tua pelle

La scelta di praticare uno sport all’aria aperta è per molti aspetti vantaggiosa, ma a fronte delle indiscutibili positività di tale frequentazione, si devono necessariamente adottare alcune attenzioni.

Da molto tempo, oramai, conosciamo gli effetti benefici dell’esposizione solare (fisici, psicologici ecc. ), ma più di recente ci siamo dovuti confrontare con alcuni effetti nocivi dell’esposizione solare stessa. Più avanti li affronteremo nel dettaglio, al momento volevo innanzitutto fornire alcuni dati ” tecnici ” sulla natura dei raggi solari o meglio di quella porzione di raggi nota con il nome di ultravioletti (U.V.).

Sommariamente si suole distinguere i raggi U.V. in relazione alla loro lunghezza d’onda. Pertanto distingueremo i raggi U.V. In:

  • U.V.C. che sono i più corti e non raggiungono la superficie terrestre perchè vengono completamente filtrati dall’atmosfera;
  • U.V.B. intermedi, raggiungono la terra ed agiscono sulla nostra cute provocando una serie di interazioni alcune anche molto dannose, seppur superficiali;
  • U.V.A. i più lunghi, anch’essi in grado di agire sulla cute umana, ma più in profondità.

Col ridursi della fascia di ozono e quindi del suo ruolo protettivo, sempre maggiori quantità di radiazioni U.V. possono raggiungere la terra e di conseguenza la cute umana causando danni sempre maggiori. Ecco pertanto nascere la necessità di fotoproteggerci con strumenti (creme fotoprotettive) sempre più efficaci e cioè con spettri di protezione sempre più ampi.

Ricordiamo inoltre che il danno da fotoesposizione può realizzarsi anche in giornate nuvolose, nebbiose e in presenza di superfici altamente riflettenti (neve, acqua, sabbia). Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto il green non rappresenta un aumento del rischio. E’ notorio che la natura ci ha già dotato di strumenti di protezione naturale, infatti tutti noi siamo provvisti, chi più chi meno, di pigmento protettivo (melanina); proprio la diversa sensibilità alla luce ha permesso la distinzione in fototipi cutanei.

Distingueremo pertanto il fototipo 1 che corrisponde all’albino cioè a colui che si scotta sempre e non si abbronza mai, dal fototipo 6, cioè il soggetto di colore che, al contrario, non si scotta mai. Nelle posizioni intermedie (dal 2 al 5) sono posizionati coloro che mostrano una sempre minore tendenza alle scottature, a fronte di un progressivo aumento della tendenza ad abbronzarsi.

Avremo modo, in un successivo articolo, di parlare più approfonditamente degli aspetti patologici specifici della esposizione solare. Qui ci preme solo ricordare come si debba distinguere il danno attinico (da luce) in acuto il cui esempio più noto è l’eritema solare (che a noi dermatologi interessa meno) e in cronico legato cioè ad una esposizione solare prolungata nel corso degli anni dall’infanzia all’età tardo adulta. Sono proprio i danni cronici quelli di maggior interesse clinico, vuoi per i risvolti estetici (il cosiddetto fotodanneggiamento e quindi il fotoinvecchiamento conseguente), ma soprattutto per gli aspetti francamente patologici (lesioni pretumorali e tumorali).

Nella pratica di una attività sportiva all’aperto è quindi utile conoscere le conseguenze di una incauta esposizione solare, nulla togliendo al piacere e al fascino che tale frequentazione possiede. Pertanto godiamo della natura e quindi del sole, ma con le doverose attenzioni.

Dott. Stefano Corsico
Specialista in dermatologia
Corte Franca Franciacorta (Brescia)

Perché un driver troppo lungo ti fa tirare più corto

Un driver da uomo di lunghezza standard misura 45” mentre lo stesso modello da donna misura 44.5”. Tuttavia, oggi, le aziende tendono a produrre drivers molto più lunghi, anche oltre i 46.5”. Questo permette loro di registrare (e pubblicizzare) distanze maggiori nei test eseguiti da robot meccanici in grado di eseguire ripetutamente swing sempre perfetti ma mettono i giocatori nelle condizioni di dover gestire una leva assolutamente troppo lunga per un uomo!

Maggiore è la leva del bastone, infatti, minore sarà la capacità di qualsiasi giocatore di mantenere una corretta sequenza cinetica dei movimenti tecnici durante lo swing (soprattutto il “lag” del bastone”). Ciò comporta che, con un driver più lungo rispetto allo standard, sicuramente il giocatore svilupperà una maggiore velocità della testa del bastone durante lo swing ma quasi certamente questa velocità sarà raggiunta prima dell’impatto con la palla, favorendo un’impatto decelerato e quindi debole. Inoltre, meno propabile sarà che l’impatto con la palla avvenga nel centro della faccia del bastone, riducendo drasticamente l’energia trasferita alla pallina (“smash factor”).

Tutto ciò risulta in colpi meno precisi e in un peggioramento del gioco, nonostante i test con i robots e le pubblicità promettono il contrario!

La lunghezza del tuo driver dipenderà da due diversi fattori: la tua statura, ma soprattutto la tua capacità di controllare una lunga leva (ossia la tua capacità di mantenere la giusta sequenza dei movimenti e la tua capacità di colpire la palla al centro della faccia del bastone con ragionevole costanza).

Di conseguenza, ecco cosa ti consiglio di fare. Partendo da una misura standard di riferimento di 45” per gli uomini e 44.5” per le donne, aumenta di soli 0.25″ o massimo 0.5″ lo shaft se hai davvero un ottimo swing e desideri un pochino più di potenza. Se, invece, possiedi una tecnica non perfetta, otterrai sicuramente maggiore precisione, costanza e anche distanza accorciando lo shaft di 0.25 o 0.5″!

Svilupperai leggermente meno velocità assoluta della testa del bastone, ma di certo sarai in grado di trasferire molta più energia e velocità alla pallina!

A conferma di ciò che ti ho spiegato, è interessante notare che mentre le aziende vendono ai dilettanti drivers con lunghezza ben superiore ai 46”, la lunghezza media dello shaft del driver sul PGA Tour è inferiore ai 45” e Bubba Watson gioca un driver di 44.5″!

Per questo motivo, ogni mia lezione sul driver inizia con… riportare la lunghezza dello shaft ad una lunghezza ragionevole!

Andrea Zanardelli.

Statistiche di gioco

Caro Allievo o futuro Allievo.

Le statistiche di gara stanno ogni giorno diventando sempre più importanti e significative al fine di individuare al meglio le lacune del proprio gioco. Negli ultimi anni, infatti, sono diventate sempre più precise e finalizzate a dare una reale fotografia non solo del livello di gioco ma anche, e soprattutto, di quali devono essere le aree tecniche sulle quali lavorare maggiormente al fine di abbassare concretamente la media score in campo.

A tale scopo, ho condotto delle ricerche e mi sono consultato con diversi colleghi americani che lavorano attivamente sul PGA Tour e sul Tour Europeo ed ho individuato il sito di statistiche più usato dai giocatori di alto livello e dai loro coach.

Di conseguenza, se sei sufficiente motivato nel golf e desideri davvero affrontare con serietà il gioco ed ottenere risultati concreti, ti consiglio vivamente di visitare www.shotstohole.com e creare un tuo account
personale.

Il sito ha un costo mensile di massimo 13 dollari e ti permette di monitorare in modo incredibilmente preciso la situazione del tuo gioco inserendo a fine gara le tue statistiche. Io stesso ho comprato un abbonamento annuale in qualità di coach e non ho nessun interesse economico nel consigliarti questo abbonamento.

Semplicemente, poiché tu che leggi potresti essere un mio allievo, inserendo le tue statistiche mi darai la possibilità di monitorare in modo incredibilmente preciso l’andamento del tuo gioco e qualora tu facessi una lezione con me mi daresti la possibilità di capire con enorme precisione gli aspetti prioritari del tuo gioco sui quali lavorare.

Come accennato, ti consiglio questo tipo di servizio di statistiche solo nel caso tu sia un giocatore basso di handicap o un giocatore molto motivato e orientato ad ottenere risultati davvero concreti nel golf. IN caso contrario, lascia perdere ed i 13 dollari al mese investili piuttosto in gettoni del campo pratica! 🙂

Ci tengo a ribadire che il mio è davvero solo un consiglio disinteressato che ha l’unico scopo di aiutarti ad avere una fotografia più chiara del tuo gioco ed aiutarmi ad aiutarti meglio durante le lezioni!

Non consco i gestori del sito, non ho accordi con loro e nemmeno loro sanno di questo articolo. Te lo segnalo perché è utile a te e anche a me e tutto ciò che mi aiuta a lavorare meglio e che aiuta il gioco dei miei allievi lo considero importate.

Il sito si chiama www.shotstohole.com e se ti interessano le statistiche di gioco, visitalo e facci seriamente un pensiero!

Andrea Zanardelli.

Gnatologia e Golf: l’importanza di una corretta occlusione dentale

L’occlusione dentale sembra poter svolge un ruolo importante sulla postura del corpo. Alla luce delle più recenti acquisizioni sembra accertato che una malocclusione possa effettivamente ripercuotersi in senso “discendente” sull’atteggiamento posturale.

Gnatologia: scienza che studia i rapporti tra le arcate dentarie, i mascellari, il comportamento di tutto il sistema masticatorio compresi muscoli, articolazione Temporo-mandibolare, sistema nervoso e denti. Prevede diagnosi e cura delle disfunzioni artic

Postura: insieme delle relazioni posizionali del corpo nello spazio, se armonica il corpo è in equilibrio, se alterata produce dismetrie.

Gnatologia Sportiva: specializzazione della gnatologia allo scopo di prevenire insulti e traumi al sistema masticatorio in seguito all’attività agonistica; inoltre si prefigge migliorando la postura di favorire il recupero del rilassamento ed il miglioramento delle prestazioni in seguito ad uno sforzo muscolare.

Quando i denti sono in posizione di riposo fisiologico, i muscoli del core (collo, testa, torace e addome) sono rilassati, consentendo a tutti gli altri muscoli di funzionare ad un livello superiore (aumentando la prestazione e diminuendone l’affaticamento).

Quando la mandibola è rilassata e scende leggermente in avanti, amplia le vie respiratorie. L’aumentato ingresso di ossigeno consente di liberare (sciogliere) i muscoli coinvolti nello sforzo fisico, compresi quelli della schiena e addome, per il reclutamento. Studi Nazionali e Internazionali hanno dimostrato che gli atleti una volta dotati di BITE o PLACCHE a protezione della bocca mostrano migliorato l’equilibrio, la rotazione, la forza e la resistenza globale.

  • Aumento del 12 % della velocità;
  • 25% in meno di produzione di acido lattico;
  • Aumento forza;
  • Aumento resistenza;
  • Target per tutte le attività sportive;

Negli ultimi anni, tra gli atleti delle più svariate discipline, si è sempre più diffuso l’impiego del bite, il dispositivo intraorale che funge da cuscinetto tra le arcate dentarie, utilizzato per tutte le problematiche posturali legate al rapporto tra testa, colonna vertebrale e arti superiori ed inferiori.

  • Tiger Woods Golf;
  • Cristiano Ronaldo Calcio;
  • Valentino Rossi MotoGP; dossier gnatologia sportiva
  • Mike Tyson Boxe;
  • Manny Ramirez Los Angeles Dodgers (Nba);
  • Michael Redd Milwaukee Buck;
  • Josh Brown St. Louis Ram;
  • Terrell Owens, Dallas Cowboy;

Ogni sport a seconda della tipologia prevede un tipico approccio, se sport con contatto fisico o meno, se serve un approccio anche estetico etc.

Del rapporto tra occlusione e postura nello sport si parla già da molto tempo, ma negli ultimi anni si sta realmente prendendo coscienza di quanto la malocclusione possa effettivamente ripercuotersi sull’atteggiamento posturale dell’atleta, compromettendo così la prestazione e aumentando il rischio di infortuni.

Negli sportivi di alto livello soprattutto, anche una minima variazione di equilibrio si può tradurre in variazioni dell’intensità della forza e delle capacità di coordinazione, oltre a provocare l’insorgere di uno stato di tensioni muscolari che si ripercuotono negativamente sull’intero corpo, diminuendone le potenzialità atletiche globali.

Ecco che il bite diventa lo strumento in grado di migliorare in maniera assolutamente naturale le prestazioni degli atleti, proprio perchè con l’ottimizzazione dei rapporti posturali si ottengono molteplici benefici tra i quali un minor consumo di energia e una migliore espressione della forza fisica e mentale. Il sistema motorio dell’uomo è organizzato per contrastare due forze: quella di gravità e quella centrifuga.

La postura, cioè la posizione che il corpo assume per contrastare tali forze, richiede un costante adattamento. La postura è condizionata dalla testa e dai muscoli della masticazione e del collo che sono in stretta relazione tra loro e interagiscono direttamente con la muscolatura delle spalle. Ecco perché un’interferenza dell’occlusione dentale è in grado di compromettere la postura determinando disequilibrio muscolare e minor rendimento.

  • Per eliminare tali interferenze nasce il bite, che bilancia l’occlusione, riequilibra la postura, ripristina la coordinazione motoria migliorando l’efficienza e il rendimento.
  • Il Bite riequilibra la postura, eliminando le forze dentali, di conseguenza tutti i muscoli del corpo lavorano in modo equilibrato e sinergico cooperando fra loro per rendere efficiente la prestazione della macchinauomo.
  • Il Bite annulla le forze parassite generate dalle contratture muscolari che consumano energia senza produrre lavoro utile. In tal modo tutte le sinergie del corpo vengono indirizzate esclusivamente all’attività muscolare utile alla performance.
  • Il Bite permette di produrre un maggiore lavoro utile a parità di sforzo e dispendio energetico.
  • Il Bite diminuendo lo stress, aumenta la capacità massima di concentrazione.

Il Bite protegge la superficie dei denti, ammortizza le vibrazioni e rilassa le fasce muscolari; riducendo così il dolore ai muscoli della mandibola e del collo.

Funzionamento del Sistema

Quando si è concentrati, tesi o nervosi, involontariamente si stringono i denti; e per un atleta avviene quando ci si allena e gareggia, è naturale e involontario. Fa parte del “combatti o fuggi” del cervello. Nonostante questo meccanismo di vigilanza occlusale sia Naturale, il serrare i denti e i mascellari induce compressione delle Articolazioni temporo-mandibolare (ATM), innescando il rilascio di quantità in eccesso di ormoni come il cortisolo minando la performance; ciò produce stress, stanchezza e distrazione. Ancora, quando la mandibola subisce un impatto, l’energia può essere trasmessa alla testa, questa energia cinetica causa microtraumi che si propagano lungo il core.

Con questa tecnologia si previene il serramento dei denti e si permette alla mandibola di perniare in avanti per alleviare la pressione sul dell’ATM. Così cessa la liberazione degli ormoni negativi in eccesso e gli effetti che dissipano l’energia, in modo che il corpo può ora liberare TUTTE le sue potenzialità.

L’atleta ha la necessità di dare il massimo nelle prestazioni e necessariamente pone grande attenzione ai programmi di allenamento. Durante la gara, mediante il meccanismo dello stress (attivazione dell’ortosimpatico), si libera adrenalina e noradrenalina, influenzando tra l’altro stati emozionali (sofferenza, paura, aggressività, rabbia).

Le conseguenze sono:

  • Aumento della gittata cardiaca e della pressione arteriosa;
  • Aumento del flusso di sangue a cuore e muscoli scheletrici;
  • Aumento del metabolismo energetico e della temperatura corporea;
  • Aumento della glicemia, azione catabolica.

Nessun atleta o preparatore si sognerebbe mai di rinunciare a questo “potenziamento di muscoli scheletrici e del cuore”, che avviene per lo stress così detto fisiologico (eustress). L’ideale, finita la gara, sarebbe che, sofferenza, paura, aggressività e rabbia finissero immediatamente, in modo da consentire all’atleta di recuperare e riposare dalla fatica, ripristinando al massimo la riserva energetica e recuperando il relax necessario (fase di ristoro attraverso meccanismi vagali e parasimpatici).

Se tra una prestazione e l’altra non si ha questo recupero delle risorse, si va incontro a una fase detta “distress” (stress cronico) che può danneggiare l’atleta.

Serrando i denti per 30 secondi, si aumenta la pressione di 3,2 mm di mercurio, serrando per un minuto la pressione va incontro ad un aumento di 5,5 mm di mercurio.

Questi dati aggiunti agli esperimenti fatti indicano che i muscoli della masticazione hanno un ruolo importante nell’armonia del sistema stress (contrazione muscoli masticazione) e relax (stretching dei muscoli mandibolari).

(Dr Daniele Tonlorenzi http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/277577.)

Programmazione e Flusso di lavoro

La gnatologia sportiva è pur sempre una sottobranca della GNATOLOGIA e perciò sottostà alle regole di qualsiasi atto medico. Ciò prevede la coesistenza di un problema, la Diagnosi e Terapia.

In breve, è necessaria una valutazione integrale dell’Atleta con una Visita e Anamnesi (raccolta Dati). La visita è perno fondamentale di tutto il ragionamento e prevede una analisi della situazione dentale, eventuali malocclusioni destabilizzanti, eventuali Dismetrie (anomalie della Postura) ed eventuali contratture e strappi muscolari non solamente nel distretto facciale.

A questo punto sono possibili due evenienze:

  1. Atleta sano;
  2. Atleta disfunzionale.

Nel primo caso si procede con l’applicazione di bite con rialzi durante l’allenamento e gara con monitoraggio delle sue condizioni (POWER SHOCK – Bite Prestazionale).

Nel secondo caso oltre all’uso di un bite prestazionale, nelle ore di riposo notturno e in alimentazione va usata una Placca rigida con guide occlusali di stabilizzazione e tutto l’iter che la GNATOLOGIA prevede.

Ogni Uomo possiede un potenziale energetico X, che usa per mantenersi in piedi ed in equilibrio e per eseguire un determinato movimento. Se una parte cospicua di questa energia viene dissipata nella prima parte, il sistema va in deficit; se al contrario si risparmia questa quota energetica si avrà un guadagno netto di prestazione. La gnatologia sportiva non serve a produrre super uomini o super atleti ma a sbloccare un QUANTO energetico che ogni uomo possiede dedicandolo allo sforzo fisico prolungato o istantaneo.

Come trasformare il proprio putter in un TANK perfettamente controbilanciato

Ultimamente sono apparsi sul mercato i putters denominati TANK, caratterizzati da una testa più pesante rispetto alla media dei putters tradizionali e da shaft più lunghi controbilanciati da un peso posizionato in corrispondenza del grip.

Questi putters presentano il vantaggio di essere molto stabili poiché pesano di più e perché sono bilanciati in modo più uniforme in tutta la sua lunghezza.

Pochi sanno, però, che chiunque può trasformare il proprio putter (qualunque esso sia) in un “mini TANK”, appesantendone la testa e controbilanciandone il grip.

E’ possibile farlo grazie alla tecnologia Tour Lock disponibile presso il nostro Laboratorio Zanardelli.

Assecondando la preferenza individuale di ciascun giocatore, è possibile portare la testa di ogni putter a pesare fino a 380/400 grammi totali e, allo stesso tempo, applicare al grip fino a 100 grammi di contrappeso. In alternativa, è possibile inserire un unico peso centrale all’interno dello shaft di 50, 75, 100 o 150 grammi.

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In questo modo si riuscirà a ricreare alla perfezione i benefici di stabilità e controllo offerti dai putters di moderna concezione denominati appunto TANK (carroarmato). I possessori di putters Scotty Cameron, invece, potranno optare per la sostituzione dei pesi originali posizionati sulla suola con pesi più alti (fino a due dischi da 30 grammi l’uno, anche se sul mercato si trovano pesi non originali da 40 grammi l’uno) per poi procedere al controbilanciamento con un un peso Tour Lock pari alla quantità di peso aggiunta in testa (per esempio 60 grammi nel caso di aver optato per due dischi da 30 grammi).

Per chi fosse interessato, il nostro laboratorio offre anche il servizio di ritiro e consegna a domicilio del proprio putter da modificare.

Per informazioni:

Laboratorio Zanardelli
Via Marsala, 14
25122 Brescia
331/7370259
laboratorio@zanardelligolf.com

Golf: le lenti esclusive di Rudy Project

Gli occhiali Rudy Project dedicati al mondo del Golf, consentono una trasparenza ottica sorprendente, ideale per il Green; protezione degli occhi senza pari ed una calzata superiore.

ImpactX™ PHOTOCROMIC GOLF

ImpactX™ Photocromic Golf è una rivoluzione in fatto di eccellenza ottica, progettata da golfisti professionisti.

Formulate esclusivamente per Rudy Project, queste rivoluzionarie lenti sono state opportunamente studiate ed adattate per offrire tutti I vantaggi dell’ottica Golf 100™.

Perfezionate con tecnologia ImpactX™ e proprietà fotocromatiche, esse offrono un’assoluta eccellenza in fatto di tecnologia del controllo luminoso (con oscuramento dal 38% al 13% di trasmissione della luce in pochi secondi!), sorprendente trasparenza sul campo da golf e un’ineguagliabile protezione degli occhi.

GOLF 100™

Le lenti Golf 100™ permettono un equilibrio unico nella luminosità tra obbiettivo e sfondo.

La trasmissione del 25% è progettata per consentire che l’erba rifletta solo una piccola parte della luce incidente.

Controllando I livelli bassi dei toni del blu, manipola selettivamente la gamma centrale per fornire l’ottimale stimolazione visiva insieme ad una illuminazione distinta dell’oggetto.

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Per maggiori informazioni visita il sito www.rudyproject.it.

Disponibili i nuovi grip SuperStroke Flatso

Dopo l’incredibile successo mondiale dei grip da putter SuperStroke (utilizzati ormai dalla maggioranza dei giocatori del PGA Tour nelle quattro versioni: Ultra Slim 1.0 1″, Mid Slim 2.0 1.2″, Slim 3.0 1.3″ e Fatso 5.0 1.67″), l’azienda americana ha lanciato sul mercato una nuova versione del famoso grip che presenta una rivoluzionaria sezione triangolare con base d’appoggio ai pollici ampia e completamente piatta.

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La nuova versione è denominata Flatso ed è disponibile in tre diverse misure:

  • Ultra 1.1″
  • Mid 1.4″
  • Standard 1.7″

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Questo grip, già scelto da numerosi giocatori del Tour tra i quali Jordan Spieth nella versione Ultra, sta riscuotendo un enorme successo in quanto aiuta a mantenere le mani molto ferme e stabili durante il colpo favorendo il ritorno square della faccia del bastone all’impatto.

Io stesso, dopo averlo provato, ho deciso di adottare la versione Ultra sul mio putter Nike Method Midnight 007 e sono molto soddisfatto come anche molti miei allievi ai quali l’ho già montato. Non è facile trovarli in Italia ma sono disponibili presso il nostro Laboratorio.

Prezzi di tutti i grip SuperStroke (già montati)

  • Ultra Slim 1.0: 30 euro
  • Mid Slim 2.0: 40 euro
  • Slim 3.0: 40 euro
  • Fatso 5.0: 40 euro
  • Flatso Ultra 1.1: 40 euro
  • Flatso Mid 1.4: 40 euro
  • Flatso Standard 1.7: 40 euro

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Per informazioni

Laboratorio Zanardelli
Via Marsala, 14
25122 Brescia
+39.331.7370259
laboratorio@zanardelligolf.com

Possiamo ritirare il tuo putter in tutta Italia, montare il grip e rispedirtelo a domicilio!

Io e Il Golf Chervò: un incubo senza fine

Mi è doveroso chiarire con tutti i miei allievi e clienti (poiché, giustamente, mi viene da loro quotidianamente richiesto) il motivo per il quale sono oggi ritenuto “persona non gradita” presso il Golf Club Chervò e sono stato ufficialmente invitato a non frequentare più il circolo. Motivo per il quale ho dovuto spostare le mie clinic con Chuck Cook e numerosi altri eventi da me organizzati.

Premetto, infine, che ogni singola affermazione che qui scriverò non solo corrisponde a verità ma è documentata “nero su bianco” nonché confermata da testimoni molto conosciuti e credibili nel mondo del golf.

In due righe potrei così riassumere: il Golf Club Chervò (San Vigilio Spa), mi ha cercato e contattato di sua spontanea volontà, mi ha fatto delle richieste e mi ha fatto lavorare per loro, mi ha ufficialmente dato dei compiti che ho eseguito e portato a termine per loro, ha usufruito della mia esperienza e delle mie conoscienze nel mondo del golf, ha sfruttato il mio portale e il mio negozio per farsi pubblicità e, alla fine, non mi ha riconosciuto nulla. Fin qui… tutto normale! Capita spesso a tutti di avere a che fare con furbizie simili. Infine, quando mi sono rivolto ad un avvocato, il Golf Chervò ha deciso che io nel loro circolo non potevo più andare.

Tutto qui. Semplice e logico.

Per chi, invece, ha tempo da perdere e voglia di leggere, per dovere di chiarezza entro nel dettaglio dei fatti e dell’INCUBO che ho vissuto con la San Vigilio Spa. A me sembra una “barzelletta” ma lascerò giudicare a ognuno di voi. Premetto nuovamente che ogni singolo fatto che qui descriverò è documentata su carta e testimoniata.

Pochi mesi prima che il Golf Club Chervò aprisse al pubblico, durante l’estate (ero al mare con la famiglia) ricevetti una telefonata dalla San Vigilio Spa nella persona di Roberto Ballini (noto e ammirabile direttore di Circolo bresciano e all’epoca loro ufficiale consulente) chiedendomi un incontro. Volevano una mia seria proposta per la gestione della scuola di golf presso il nascituro Golf Chervò ed erano indecisi tra me e la scuola di Costantino Rocca. Costantino, giustamente, chiedeva un “fee” annuale per il marchio. Io presentai loro una proposta a “costo zero”, perché avrei investito di tasca mia per allestire di ogni tecnologia possibile la struttura di un’Accademia da realizzare (nel loro progetto non era stata contemplata).

Passano poche settimane e mi confermano ufficialmente l’intenzione di collaborare con me. Si parte! Iniziano le riunioni con Pietro Apicella, Stefano Frassine, Massimo Beltrami, Roberto Ballini e altre persone e iniziamo a scrivere il contratto che mi legherà a loro. E iniziano a darmi i “compiti” da eseguire per assecondare i requisiti da loro richiesti:

  • reperire lo staff di maestri (un assistente e due professionisti oltre a me), di cui uno capace di parlare il tedesco;
  • presentare un progetto di massima di una struttura adatta ad ospitare quella che sarebbe stata la “Chervò Golf Academy”.

Seguono altre riunioni nei loro uffici di Sirmione su temi sempre più dettagliati del nostro progetto e del nostro rapporto, mentre il contratto diventa sempre più completo e prossimo alla firma definitiva. Nel frattempo, io inizio quotidianamente a lavorare per la loro scuola.

Contatto diversi professionisti, li incontro (anche andando in altre città), li seleziono e li “arruolo”. Il team è composto! La Chervò Golf Academy sarà composta da me, Alfredo Da Corte, Claudio Bernardi (che parla perfettamente tedesco) e Lorenzo Coppini (bravo e promettente assistente nel quale credo molto).

Inoltre, commissiono al mio architetto di fiducia arch. Emilio Barbi (pagando di tasca mia), il disegno di massima della struttura dell’Accademia. Tutto va a gonfie vele e l’entusiasmo è a mille. Da entrambe le parti. Annunciato a loro lo staff e presentato il progetto di massima della struttura, mi invitano a dare “notizia ufficiale” del progetto sul mio portale di migliaia di utenti e addirittura il sig. Massimo Beltrami mi carica in macchina un pannello di due metri da appendere nel mio negozio per promuovere la nascita del nuovo Club.

Ci tengono talmente tanto che mi scrivono una mail (che ho conservato) chiedendomi di variare sul sito un dettaglio del loro logo per dare un’immagine ottimale alla struttura (oggi negano di aver mai autorizzato la diffusione della notizia!).

Nel frattempo, il contratto è ormai pronto, ed io incontro i maestri (Alfredo, Claudio e Lorenzo) nel mio negozio ai quali presento la mia didattica, il mio modo di lavorare e di organizzare una scuola di golf e passo loro ufficialmente il mio “know-how” professionale per dare inizio a quella che dovrà essere una meravigliosa scuola di golf all’avanguardia.

Nel frattempo, l’acutezza del collega Alfredo Da Corte e la sua esperienza gli fanno notare che la posizione dove la San Vigilio Spa voleva costruire l’Accademia sarebbe stata molto pericolosa per le auto transitanti sul viale d’ingresso poiché le palline degli allievi avrebbero potuto facilmente finire sulla strada.

In quella riunione si nota un lieve scontro di opinioni tra noi e la San Vigilio su due aspetti banali:

  • l’orientamento della scuola, che secondo loro dev’essere “dritta” al campo pratica anzichè orientata verso il centro del campo (sostengono che saranno i nostri allievi a dover mirare a sinistra per evitare la strada!);
  • la scelta di contemplare un “ragazzino senza esperienza” (parole testuali loro) come Lorenzo Coppini nello staff.

Io rimango sulle mie posizioni, confermando Lorenzo come un ragazzo nel quale credo assolutamente, e lasciando invece a loro la decisione finale dell’orientamento della scuola, invitandoli a riflettere con il loro architetto straniero responsabile del progetto del campo.

Ormai tutto è davvero pronto! Il Circolo aprirà tra pochi mesi e la gettata di cemento del campo pratica è già stata fatta. Ma improvvisamente mi viene annunciato che desiderano rinunciare alla Chervò Golf Academy e al progetto in essere e in stato avanzatissimo con me per iniziare una collaborazione più semplice con un altro maestro di loro conoscienza.

Il motivo della rottura, loro dicono, è stata la scelta di puntare molto su Lorenzo Coppini, un ragazzino non all’altezza della loro struttura. Io rimango molto deluso e sorpreso ma accetto la loro decisione, sicuro che prima o poi ci saremmo ritrovati per realizzare insieme una grande scuola.

Ma richiedo un “minimo di rispetto professionale” presentando una fattura di lavoro/consulenza di 2.000 euro + iva per coprire le sole spese da me sostenute per commissionare al mio architetto il progetto dell’Accademia, per gli spostamenti ed il tempo da me investito per loro, per la pubblicità offerta loro sul sito e nel mio negozio e, infine, per la consulenza professionale offerta in diversi mesi di collaborazione.

2.000 euro! Una cifra ridicola, simbolica.

La risposta che ricevo è secca e non lascia spazio ad alcun dialogo: non ti dobbiamo NULLA!

Nuovamente accetto la loro decisione, convinto a voler semplicemente dimenticare una brutta esperienza con persone a mio personale parere poco serie. Avevo già in passato avuto diverse esperienze negative (come sicuramente tutti voi) di fatti come questi. Davvero non m’importava… ma quando ho constatato che:

  • il Golf Club Chervò aveva aperto al pubblico con un’Accademia realizzata praticamente identica a quella da me ideata (e da loro inizialmente non concepita), la cui bozza era stata da me pagata;
  • che tale Accademia era stata orientata esattamente dove Alfredo Da Corte aveva saggiamente consigliato per evitare che le palline rischiassero di colpire le macchine dei loro futuri clienti, ossia a sinistra verso il centro del campo pratica…
  • …e che Lorenzo Coppini era stato da loro arruolato come maestro ufficiale del Club…

…allora mi sono sentito veramente preso in giro anzi, PRESO PER I FONDELLI, e mi sono rivolto ad un avvocato.

Con lui ho ricostruito tutta la triste faccenda (è stato facilissimo perché è tutt’ora tutto documentato dalle e-mail che la San Vigilio Spa mi ha scritto!) e dal contratto stesso, nonché dalle testimonianze di persone altamente affidabili e qualificate come Roberto Ballini, Claudio Bernardi e Alfredo Da Corte.

Davanti al giudice il loro testimone Manfred Erlacher (titolare dell’azienda Chervò) ha persino affermato il falso dicendo che il motivo del mio allontanamento fosse stato il fatto di non essere stato in grado di reperire un professionista capace di parlare il tedesco… Claudio Bernardi (da me arruolato) conosce il tedesco esattamente come l’italiano e, oggi, lavora presso il Golf Club Chervò! Signori, no comment.

Pochi giorni prima della sentenza il sig. Massimo Beltrami, non direttamente ma tramite un amico comune, mi chiede se desidero “patteggiare” ed evitare la sentenza (la cui data era già stata fissata). Dopo anni di causa mi è sembrato poco serio farlo. O meglio, avrei potuto pensarci seriamente se mi avessero fatto una vera proposta diretta, non buttata lì da una terza persona estranea ai fatti…

Fattostà che il Giudice, pochi giorni fa, senza fare alcun riferimento all’immensa mole di prove stampate “nero su bianco” fornite dal mio avvocato, ha così deliberato. Ne riassumo i concetti chiave:

  • Alfredo Da Corte ha mentito sul fatto di essere mai stato a verificare l’orientamento dell’accademia perché non è stata trovata traccia sul suo telefonino di quell’incontro e non si ricorda con esattezza il giorno in cui avvenne (una domanda, voi ricordate un qualunque vostro appuntamento di due anni fa? giorno e orario esatto? Nessun potrebbe);
  • che il loro famoso teste non può aver affermato il falso;
  • che Andrea Zanardelli deve pagare 13.000 euro per sostenere le spese legali sostenute dal Golf Club Chervò (alla faccia delle spese legali!).

Ho quindi prontamente saldato il mio debito fino all’ultimo euro. Ma poiché ancora credo nella GIUSTIZIA ITALIANA, ho fatto ricorso in Appello per riavere indietro i soldi che ogni giorno cerco di guadagnare con impegno e onestà. Con la stessa onestà e lo stesso impegno con i quali ho AIUTATO il Golf Club Chervò a costruire la propria scuola di golf e che oggi mi diffida dal presentarmi da solo, con i miei allievi o con Chuck Cook ai loro cancelli.

Ma la barzelletta non è finita qui. Pochi giorni dopo la sentenza ricevo una telefonata dall’azienda Chervò con la proposta di sponsorizzarmi e vestirmi con il loro marchio perché l’ufficio marketing ha notato il mio sito internet e gli è piaciuto…. No comment. Vi prego, ditemi se non è una barzelletta!

Infine… la ciliegina slla torta. Dopo tutto questo incredibile trattamento ricevuto dal Golf Club Chervò, scopro improvvisamente sul mio profilo Twitter che il presidente del circolo Pietro Apicella si è messo a seguirmi, diventando mio follower. Stupito (e divertito) della cosa davvero troppo assurda, scrivo un tweet ironico e critico evitando alcun tipo di offesa o di diffamazione, basandomi semplicemente su ciò che ho realmente vissuto con la persona in questione. Il risultato? Una denuncia per diffamazione e una causa civile nei miei confronti per il risarcimento di 50.000 euro per danni all’immagine.

A questo punto, posso solo dire che non ho più parole. Non mi lasciano stare. Il Golf Chervò sta diventando un vero incubo!

Che strano, invece, che quando in passato twittavo foto e complimenti del golf Chervò nessuno di loro mi seguiva o mi ringraziava… che strano vero?

Concludo dicendo “viva l’Italia”, sperando non sia davvero un paese ingiusto come sembra essere diventato. Ma soprattutto, viva le persone per bene, oneste e di “buon senso” che ancora forse esistono (anche se mi è sempre più difficile crederlo). Io vado avanti e farò ricorso in APPELLO perché ho la coscienza troppo pulita per lasciar perdere e far solo pensare a qualcuno di essermi comportato male con loro. Ma soprattutto perché sono stanco di vedere i soliti “prepotenti” averla vinta su tutto e su tutti.

Se avete letto fino qui, vi ringrazio per esservi interessati alla mia causa. Ho tanti allievi, anzi tantissimi e benedico il cielo per questo, ho tante idee ed eventi bellissimi da organizzare. Per fortuna sul lago di Garda abbiamo campi meravigliosi che ci possono ospitare e con i quali sono felice di collaborare.

Un abbraccio e ancora grazie.

Andrea.

Aumenta concretamente la distanza di tiro con Powerchute

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Powerchute è lo “speed trainer” più efficace per aumentare concretamente la tua velocità di swing ed incrementare la distanza dei tuoi colpi. Basato sul principio di allenamento pliometrico utilizzato dagli atleti centrometristi al fine di raggiungere la massima esplosività,

Powerchute sarà in grado di aumentare drasticamente la resistenza del tuo driver durante il downswing, obbligando il sistema neurologico ad incrementare la tua capacità muscolare di creare forza veloce. Ossia potenza di tiro!

Se davvero sei alla ricerca di uno swing più potente e veloce, l’unica opzione è quella di massimizzare l’efficienza e la funzionalità del tuo sistema neuro-muscolo-scheletrico. Questo è il concetto più importante sul quale si base la scienza dello sport. Viene chiamato Adattamento Specifico alla Domanda Imposta. Ossia, sottoponendosi ad una forma di stress il corpo inizia ad adattarsi.

Powerchute fa proprio questo: mette alla prova il tuo swing rendendolo molto più potente e veloce!

Ecco i vantaggi di Powerchute

Il bastone non è appesantito. Powerchute aumenta la resistenza in trazione del bastone ma non il suo peso globale. Questo ti permette di allenarti in modo specifico al movimento dello swing.

La resistenza si verifica solo nel downswing. Non vi è alcuna influenza di Powerchute nel backswing, questo migliora notevolmente l’adattamento neurologico dei tuoi muscoli durante l’allenamento.

Le richieste neurologiche create da Powerchute sono simili a quelle dei migliori esercizi pliometrici. L’esercizio pliometrico è il modo migliore per aumentare la potenza e la velocità d’esecuzione di un gesto. Powerchute provoca un rapido allungamento dei muscoli responsabili del downswing, seguito da un forte e concentrico accorciamento dei tessuti stessi. Eseguire degli swing con un bastone pesante è, al contrario, un esercizio isotonico che nulla ha a che fare con la risposta neurologica stimolata da Powerchute.

Risultati e miglioramenti scientifici e concreti. L’adattamento neurologico alla resistenza specifica applicata allo swing del golf si tradurrà in:

  • aumento concreto e reale della quantità e qualità di contrazione rapida delle fibre muscolari;
  • aumento concreto e reale della velocità di rotazione del busto con tonificazione del muscoli del “core”
  • aumento concreto e reale del ritardo del bastone durante il downswing;
  • aumento concreto e reale della velocità della testa del bastone all’impatto;
  • aumento concreto e reale della potenza di tiro e della distanza di volo della pallina;
  • miglioramento drastico del trasferimento di peso verso il bersaglio.

È così che funziona Powerchute. Insegna direttamente al tuo corpo come reclutare le risorse muscolari dormienti capaci di farti tirare più forte!

Domande più frequenti

Posso colpire una pallina da golf mentre Powerchute è collegato al mio bastone? No, Powerchute non è progettato per colpire palline da golf.

Powerchute può essere utilizzato da qualsiasi golfista, indipendentemente dal livello di abilità? Si, Powerchute è universale perché crea la quantità ottimale di resistenza per ogni singolo giocatore. Questa, infatti, sarà proporzionale alla personale forza di rotazione. In pratica, più velocemente si esegue lo swing più si avverte resistenza e viceversa. Questo permette il continuo miglioramento nel corso del tempo. Powerchute si adatterà al tuo swing sempre più veloce continuando ad offrire una resistenza sempre maggiore.

Powerchute può essere utilizzato sia da golfisti destri che mancini? Sì, il suo design è brevettato per essere montato sul bastone di entrambi i giocatori.

Ho bisogno di un bastone speciale? No, Powerchute si applica direttamemte al tuo driver o al tuo legno da fairway. Può essere facilmente rimosso in pochi secondi e trasportato ovunque si voglia.

Come e quanto devo utilizzare il mio Powerchute? Esegui ogni giorno da 10 a 100 swing cercando di applicare la massima accelerazione e sarai “sconvolto” da quanto riuscirai a colpire più forte in poco tempo. Prima di un giro esegui 10 swing per scaldare il tuo corpo e prepararlo al meglio al campo. Durante la pratica, alterna 5 swing con il Powerchute a 10 colpi normali e sorprenditi nel colpire la palla come mai avevi fatto prima! Ricordati, la costanza più che la quantità è il segreto per ottenere risultati concreti e duraturi.

Cosa dice Andrea Zanardelli

“Da anni ho una velocità media del ferro 7 di 78 mph. Le mie sessioni di allenamento iniziano a freddo a circa 72 mph e dopo circa 15 colpi arrivo a 76 mph per poi fermarmi a 78/79 mph dopo un cesto di palline. Adesso mi riscaldo con soli 10 swing a vuoto con il Powerchute, dal mio primo colpo segno subito un 77/78 mph e già entro le prime 5 palline arrivo a 80 mph. Dopo 10 colpi segno un 82/83 mph ma sono sicuro di arrivare presto a 84/85 mph con un ferro 7 e 106 mph con il driver. Ossia velocità per me inimmaginabili prima!” Andrea Zanardelli

Testimonianze reali

“Ragazzi, l’ho preso e l’ho usato… è incredibile! Spettacolare! Ieri ferro 8 da 58 mph a 64 mph dopo aver swingato con Powerchute! Oggi sono arrivato a 67 mph. Sono senza parole, è un grande aiuto per mantenere la corretta geometria dello swing ed allenare il ritardo del bastone, provatelo!” Massimo T.

“Sono entusiasta del Powerchute. Posso dire che ho guadagnato un ferro e circa 10 metri di carry con il drive. Soprattutto se ne sono accorti i miei compagni di gioco… Non avevo mai tirato un pitching wedge oltre i 120 metri prima di utilizzarlo! Il tutto facendo non più di 40 swing completi ogni 2 giorni!” Alessandro V.

“Powerchute funziona! Non ho dati precisi ma vi assicuro che mi ha allungato di molto…” Stefano C.

“I risultati sono stati immediati e veramente promettenti. Oltre che avermi fatto migliorare la distanza, il Powerchute mi ha aiutato molto nel movimento dello swing ed ora riesco ad entrare meglio con il corpo creando più ritardo del bastone (la pallina è più schiacciata!).” Massimo C.

“Sinceramente posso dire che funziona davvero! Lo sto’ usando da pochi giorni ma già mi sono accorto del cambiamento nel mio swing. Specialmente con il driver. Non so quanta velocità ho guadagnato ma credo di aver allungato il colpo di almeno 15 o 20 metri!” Tiziano P.

“Sto provando il Powerchute da poco ma guarda caso il mio drive stà già iniziando a passare con buona regolarità (e stupore) i 200 metri… Ora basta solo insistere!” Gino B.

“Powerchute mi ha aiutato a rallentare le braccia dando modo ai fianchi di partire prima: fino ad ora trovavo difficoltà nell’andare in quella direzione. Ora so quali sono i muscoli che agiscono e come lo fanno.  La cosa più significativa è che mi ha permesso un passo importante verso un movimento di golf più corretto.” Enzo D.

“Ti debbo pubblicamente ringraziare. Il mio swing si è allungato di almeno 20/25 metri in sole tre settimane! Ma soprattutto sono migliorati i ferri, ora più costanti e solidi. Per 2 settimane, ogni 2 giorni ho tirato circa 20 swing con il Powerchute alternandoli a colpi normali ed il lag è diventato automatico. Grazie ancora!” Tommaso V.

“Lo stò utilizzando da circa un mese e il risultato più evidente è stato l’aumento del ritardo della testa del bastone che mi ha portato a colpire in maniera molto più solida e consistente. Finalmente i miei colpi fanno un rumore diverso! Infatti, mi ha aiutato tantissimo a memorizzare la sensazione del ripartire con il corpo e non con le braccia. Per il momento sono davvero soddisfatto, vorrei solo avere più tempo per utilizzarlo” Andrea R.

“Non solo la distanza ma anche il volo della mia palla è migliorato… Comincio finalmente a schiacciare la pallina!” Alberto R.

“Da quando mi alleno con il Powerchute con il driver ritengo di essermi allungato di quasi 20 metri, con i ferri almeno 5. Lo swing ora non so quanto sia più potente ma sicuramente lo sento più veloce e morbido!” Andrea F.

“Il Powerchute ha influito positivamente sul mio swing! La cosa più straordinaria è stato sentire il proprio swing in tutta la sua esecuzione nello spazio. Infatti sto traendo i migliori benefici proprio da questa sensazione. Inoltre, la resistenza generata durante il downswing mi aiuta a creare maggior ritardo con i polsi. Dimenticavo la cosa più importante… con i ferri tiro in media 10 metri più lungo, con il legno 3 ed il driver oltre 20 metri!” Diego M.

“Sto usando il Powerchute ogni mattina e in campo sono passato con il drive da 180 a 200 metri. Sono molto soddisfatto.” Marco I.

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E’ uscito il nuovissimo MyLine Putting Tool!

MyLine Putting Tool è uno dei più apprezzati strumenti per imparare, allenare e migliore il proprio putting. Ideato e brevettato dal professionista PGA Andrea Zanardelli, racchiude in sintesi tutte le principali teorie tecniche e psicologiche del putting e rappresenta, a livello grafico, la visualizzazione e l’immagine mentale che tutti i migliori golfisti al mondo hanno ben chiari nella loro testa quando giocano sul green.

Impara anche tu a “vedere” il putting con gli occhi di un Pro!

Da oggi, grazie al MyLine Putting Tool, potrai sempre avere a portata di mano un facile ed immediato strumento per allenare, migliorare e correggere la mira e l’allineamento al bersaglio, la posizione del corpo, la meccanica del pendolo, il ritmo, la qualità d’impatto e di rotolo della pallina, la sensibilità sulla distanza e infine la capacità di visualizzazione e di lettura del green.

Visita il sito www.myputtingtools.com e ordina ora il tuo MyLine!

Impact Bag Refiller

Da oggi è finalmente disponibile un riempitivo universale e altamente professionale in grado di dare la perfetta consistenza ad ogni tipo di Impact Bag al fine di simulare un’ideale sensazione di solidità all’impatto.

Riempire il tuo Impact Bag con un materiale adatto ad essere colpito da un bastone da golf non sarà più un problema!

L’Impact Bag Refiller è realizzato in resistente gommapiuma e sagomato al fine di attutire al meglio l’impatto col bastone, evitando qualunque tipo di trauma a polsi e braccia senza rinunciare alla resistenza necessaria all’efficacia dell’esercizio.

E’ interamente realizzato in Italia e può essere adattato ad ogni tipo di Impact Bag, nonchè riutilizzato negli anni. Ha un costo di 39 euro.

Per informazioni e ordini scrivere ad andrea@zanardelligolf.com.

E se il fitting non lo faccio?

“Il club fitting è utile solo a chi gioca bene a golf, per me sarebbe sprecato!”. Questa è la tipica frase di chi decide di non personalizzare la propria attrezzatura in base alle proprie esigenze e caratteristiche individuali pensando di non essere all’altezza di un tale servizio.

Sbagliato! E’ soprattutto per chi è meno bravo e quindi riscontra più difficoltà nel gioco che il club fitting è importante perchè aiuta a eliminare i limiti e le difficoltà aggiuntive e inutili che un’attrezzatura non adatta comporta.

Se con un’attrezzatura su misura il bravo giocatore riuscirà ad affinare i suoi colpi ed il suo gioco, il medio o scarso giocatore troverà un beneficio immediato e molto più evidente.

Ecco in breve cosa comporta NON fare un club fitting…

Il grip

Il diametro ed il tipo di grip influisce sulla comodità, sul feeling, sul controllo del bastone e sulla capacità di velocizzarne la testa. Inoltre un diametro sbagliato può provocare dolore alle mani e vesciche.

Un grip troppo piccolo porta il giocatore ad impugnare troppo nelle dita, a perdere la presa durante il movimento e a chiudere il colpo.

Un grip troppo grosso porta il giocatore ad impugnare troppo nei palmi, a ridurre la velocità di tiro e ad aprire il colpo.

Lunghezza dello shaft

Uno shaft troppo lungo porta il giocatore a perdere il controllo dello swing, della direzione di tiro e spesso anche distanza per via di una bassa qualità d’impatto (spesso una flappa o uno shan). Il giocatore tende ad andare in overswing e a perdere in anticipo l’angolo dei polsi.

Uno shaft troppo corto porta una strana sensazione di scomodità sulla pallina poichè il giocatore si trova troppo piegato con le ginocchia ed il busto e troppo vicino alla pallina con difficoltà a ruotare a causa di una posizione inarcata della schiena.

Il peso dello shaft

Uno shaft troppo pesante porta il giocatore a fare fatica durante il movimento, a perdere gli angoli del corpo durante il backswing e a colpire con bassa velocità.

Uno shaft troppo leggero porta il giocatore a perdere il ritmo e il controllo delle traiettorie dei colpi.

La flessibilità dello shaft

Una flessibilità troppo rigida porta il giocatore a perdere il ritmo dello swing, a colpire in modo forzato con la parte alta del corpo e a perdere distanza.

Una flessibilità troppo alta porta il giocatore a chiudere troppo i colpi e, nel tentativo di correggersi, spesso ad aprirli senza possibilità di colpire alla massima forza.

Il punto di flessione dello shaft

Un punto di flessione troppo alto favorisce colpi troppo bassi e senza spin e quindi più corti mentre un punto di flessione troppo basso porta a colpi troppo alti e con troppo spin e quindi più corti.

La torsione dello shaft

Un grado di torsione troppo basso dello shaft rende la percezione dello stesso più rigida e accentua lo slice mentre un grado di torsione troppo alto ne rende la percezione più morbida e favorisce il gancio.

Il lie della testa del bastone

Un lie troppo alto porta il colpo a partire verso sinistra mentre un lie troppo basso porta il colpo a partire destra.

La testa del bastone

Una testa del bastone troppo piccola porta a colpi troppo bassi e corti mentre una testa troppo grande a colpi troppo alti e senza controllo.

L’offset della testa del bastone

Un offset troppo basso porta a fare slice mentre un offset troppo alto favorisce il gancio.

Composizione generale della sacca

Una sacca mal composta porta ad avere distanze non ricoperte da alcuni bastoni nella sacca.

Una composizione di wedges non adeguata porta ad avere difficoltà nei diversi colpi di pitching e bunker shot.

Il putter

Un putter non fittato porta ad assumere una postura non adeguata alla meccanica di tiro, a posizionare gli occhi non in linea con la buca ed ad avere un feeling del bastone non sufficiente per ottenere la massima precisione.

La pallina

Una pallina non adeguata al proprio gioco porta a non avere un buon tocco sul gioco corto, a perde distanza dal tee e a non avere un buon feeling sul green.

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Andrea Zanardelli
PGA Teaching Professional
PING Authorised Club Fitter
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