Io e Il Golf Chervò: un incubo senza fine

Mi è doveroso chiarire con tutti i miei allievi e clienti (poiché, giustamente, mi viene da loro quotidianamente richiesto) il motivo per il quale sono oggi ritenuto “persona non gradita” presso il Golf Club Chervò e sono stato ufficialmente invitato a non frequentare più il circolo. Motivo per il quale ho dovuto spostare le mie clinic con Chuck Cook e numerosi altri eventi da me organizzati.

Premetto, infine, che ogni singola affermazione che qui scriverò non solo corrisponde a verità ma è documentata “nero su bianco” nonché confermata da testimoni molto conosciuti e credibili nel mondo del golf.

In due righe potrei così riassumere: il Golf Club Chervò (San Vigilio Spa), mi ha cercato e contattato di sua spontanea volontà, mi ha fatto delle richieste e mi ha fatto lavorare per loro, mi ha ufficialmente dato dei compiti che ho eseguito e portato a termine per loro, ha usufruito della mia esperienza e delle mie conoscienze nel mondo del golf, ha sfruttato il mio portale e il mio negozio per farsi pubblicità e, alla fine, non mi ha riconosciuto nulla. Fin qui… tutto normale! Capita spesso a tutti di avere a che fare con furbizie simili. Infine, quando mi sono rivolto ad un avvocato, il Golf Chervò ha deciso che io nel loro circolo non potevo più andare.

Tutto qui. Semplice e logico.

Per chi, invece, ha tempo da perdere e voglia di leggere, per dovere di chiarezza entro nel dettaglio dei fatti e dell’INCUBO che ho vissuto con la San Vigilio Spa. A me sembra una “barzelletta” ma lascerò giudicare a ognuno di voi. Premetto nuovamente che ogni singolo fatto che qui descriverò è documentata su carta e testimoniata.

Pochi mesi prima che il Golf Club Chervò aprisse al pubblico, durante l’estate (ero al mare con la famiglia) ricevetti una telefonata dalla San Vigilio Spa nella persona di Roberto Ballini (noto e ammirabile direttore di Circolo bresciano e all’epoca loro ufficiale consulente) chiedendomi un incontro. Volevano una mia seria proposta per la gestione della scuola di golf presso il nascituro Golf Chervò ed erano indecisi tra me e la scuola di Costantino Rocca. Costantino, giustamente, chiedeva un “fee” annuale per il marchio. Io presentai loro una proposta a “costo zero”, perché avrei investito di tasca mia per allestire di ogni tecnologia possibile la struttura di un’Accademia da realizzare (nel loro progetto non era stata contemplata).

Passano poche settimane e mi confermano ufficialmente l’intenzione di collaborare con me. Si parte! Iniziano le riunioni con Pietro Apicella, Stefano Frassine, Massimo Beltrami, Roberto Ballini e altre persone e iniziamo a scrivere il contratto che mi legherà a loro. E iniziano a darmi i “compiti” da eseguire per assecondare i requisiti da loro richiesti:

  • reperire lo staff di maestri (un assistente e due professionisti oltre a me), di cui uno capace di parlare il tedesco;
  • presentare un progetto di massima di una struttura adatta ad ospitare quella che sarebbe stata la “Chervò Golf Academy”.

Seguono altre riunioni nei loro uffici di Sirmione su temi sempre più dettagliati del nostro progetto e del nostro rapporto, mentre il contratto diventa sempre più completo e prossimo alla firma definitiva. Nel frattempo, io inizio quotidianamente a lavorare per la loro scuola.

Contatto diversi professionisti, li incontro (anche andando in altre città), li seleziono e li “arruolo”. Il team è composto! La Chervò Golf Academy sarà composta da me, Alfredo Da Corte, Claudio Bernardi (che parla perfettamente tedesco) e Lorenzo Coppini (bravo e promettente assistente nel quale credo molto).

Inoltre, commissiono al mio architetto di fiducia arch. Emilio Barbi (pagando di tasca mia), il disegno di massima della struttura dell’Accademia. Tutto va a gonfie vele e l’entusiasmo è a mille. Da entrambe le parti. Annunciato a loro lo staff e presentato il progetto di massima della struttura, mi invitano a dare “notizia ufficiale” del progetto sul mio portale di migliaia di utenti e addirittura il sig. Massimo Beltrami mi carica in macchina un pannello di due metri da appendere nel mio negozio per promuovere la nascita del nuovo Club.

Ci tengono talmente tanto che mi scrivono una mail (che ho conservato) chiedendomi di variare sul sito un dettaglio del loro logo per dare un’immagine ottimale alla struttura (oggi negano di aver mai autorizzato la diffusione della notizia!).

Nel frattempo, il contratto è ormai pronto, ed io incontro i maestri (Alfredo, Claudio e Lorenzo) nel mio negozio ai quali presento la mia didattica, il mio modo di lavorare e di organizzare una scuola di golf e passo loro ufficialmente il mio “know-how” professionale per dare inizio a quella che dovrà essere una meravigliosa scuola di golf all’avanguardia.

Nel frattempo, l’acutezza del collega Alfredo Da Corte e la sua esperienza gli fanno notare che la posizione dove la San Vigilio Spa voleva costruire l’Accademia sarebbe stata molto pericolosa per le auto transitanti sul viale d’ingresso poiché le palline degli allievi avrebbero potuto facilmente finire sulla strada.

In quella riunione si nota un lieve scontro di opinioni tra noi e la San Vigilio su due aspetti banali:

  • l’orientamento della scuola, che secondo loro dev’essere “dritta” al campo pratica anzichè orientata verso il centro del campo (sostengono che saranno i nostri allievi a dover mirare a sinistra per evitare la strada!);
  • la scelta di contemplare un “ragazzino senza esperienza” (parole testuali loro) come Lorenzo Coppini nello staff.

Io rimango sulle mie posizioni, confermando Lorenzo come un ragazzo nel quale credo assolutamente, e lasciando invece a loro la decisione finale dell’orientamento della scuola, invitandoli a riflettere con il loro architetto straniero responsabile del progetto del campo.

Ormai tutto è davvero pronto! Il Circolo aprirà tra pochi mesi e la gettata di cemento del campo pratica è già stata fatta. Ma improvvisamente mi viene annunciato che desiderano rinunciare alla Chervò Golf Academy e al progetto in essere e in stato avanzatissimo con me per iniziare una collaborazione più semplice con un altro maestro di loro conoscienza.

Il motivo della rottura, loro dicono, è stata la scelta di puntare molto su Lorenzo Coppini, un ragazzino non all’altezza della loro struttura. Io rimango molto deluso e sorpreso ma accetto la loro decisione, sicuro che prima o poi ci saremmo ritrovati per realizzare insieme una grande scuola.

Ma richiedo un “minimo di rispetto professionale” presentando una fattura di lavoro/consulenza di 2.000 euro + iva per coprire le sole spese da me sostenute per commissionare al mio architetto il progetto dell’Accademia, per gli spostamenti ed il tempo da me investito per loro, per la pubblicità offerta loro sul sito e nel mio negozio e, infine, per la consulenza professionale offerta in diversi mesi di collaborazione.

2.000 euro! Una cifra ridicola, simbolica.

La risposta che ricevo è secca e non lascia spazio ad alcun dialogo: non ti dobbiamo NULLA!

Nuovamente accetto la loro decisione, convinto a voler semplicemente dimenticare una brutta esperienza con persone a mio personale parere poco serie. Avevo già in passato avuto diverse esperienze negative (come sicuramente tutti voi) di fatti come questi. Davvero non m’importava… ma quando ho constatato che:

  • il Golf Club Chervò aveva aperto al pubblico con un’Accademia realizzata praticamente identica a quella da me ideata (e da loro inizialmente non concepita), la cui bozza era stata da me pagata;
  • che tale Accademia era stata orientata esattamente dove Alfredo Da Corte aveva saggiamente consigliato per evitare che le palline rischiassero di colpire le macchine dei loro futuri clienti, ossia a sinistra verso il centro del campo pratica…
  • …e che Lorenzo Coppini era stato da loro arruolato come maestro ufficiale del Club…

…allora mi sono sentito veramente preso in giro anzi, PRESO PER I FONDELLI, e mi sono rivolto ad un avvocato.

Con lui ho ricostruito tutta la triste faccenda (è stato facilissimo perché è tutt’ora tutto documentato dalle e-mail che la San Vigilio Spa mi ha scritto!) e dal contratto stesso, nonché dalle testimonianze di persone altamente affidabili e qualificate come Roberto Ballini, Claudio Bernardi e Alfredo Da Corte.

Davanti al giudice il loro testimone Manfred Erlacher (titolare dell’azienda Chervò) ha persino affermato il falso dicendo che il motivo del mio allontanamento fosse stato il fatto di non essere stato in grado di reperire un professionista capace di parlare il tedesco… Claudio Bernardi (da me arruolato) conosce il tedesco esattamente come l’italiano e, oggi, lavora presso il Golf Club Chervò! Signori, no comment.

Pochi giorni prima della sentenza il sig. Massimo Beltrami, non direttamente ma tramite un amico comune, mi chiede se desidero “patteggiare” ed evitare la sentenza (la cui data era già stata fissata). Dopo anni di causa mi è sembrato poco serio farlo. O meglio, avrei potuto pensarci seriamente se mi avessero fatto una vera proposta diretta, non buttata lì da una terza persona estranea ai fatti…

Fattostà che il Giudice, pochi giorni fa, senza fare alcun riferimento all’immensa mole di prove stampate “nero su bianco” fornite dal mio avvocato, ha così deliberato. Ne riassumo i concetti chiave:

  • Alfredo Da Corte ha mentito sul fatto di essere mai stato a verificare l’orientamento dell’accademia perché non è stata trovata traccia sul suo telefonino di quell’incontro e non si ricorda con esattezza il giorno in cui avvenne (una domanda, voi ricordate un qualunque vostro appuntamento di due anni fa? giorno e orario esatto? Nessun potrebbe);
  • che il loro famoso teste non può aver affermato il falso;
  • che Andrea Zanardelli deve pagare 13.000 euro per sostenere le spese legali sostenute dal Golf Club Chervò (alla faccia delle spese legali!).

Ho quindi prontamente saldato il mio debito fino all’ultimo euro. Ma poiché ancora credo nella GIUSTIZIA ITALIANA, ho fatto ricorso in Appello per riavere indietro i soldi che ogni giorno cerco di guadagnare con impegno e onestà. Con la stessa onestà e lo stesso impegno con i quali ho AIUTATO il Golf Club Chervò a costruire la propria scuola di golf e che oggi mi diffida dal presentarmi da solo, con i miei allievi o con Chuck Cook ai loro cancelli.

Ma la barzelletta non è finita qui. Pochi giorni dopo la sentenza ricevo una telefonata dall’azienda Chervò con la proposta di sponsorizzarmi e vestirmi con il loro marchio perché l’ufficio marketing ha notato il mio sito internet e gli è piaciuto…. No comment. Vi prego, ditemi se non è una barzelletta!

Infine… la ciliegina slla torta. Dopo tutto questo incredibile trattamento ricevuto dal Golf Club Chervò, scopro improvvisamente sul mio profilo Twitter che il presidente del circolo Pietro Apicella si è messo a seguirmi, diventando mio follower. Stupito (e divertito) della cosa davvero troppo assurda, scrivo un tweet ironico e critico evitando alcun tipo di offesa o di diffamazione, basandomi semplicemente su ciò che ho realmente vissuto con la persona in questione. Il risultato? Una denuncia per diffamazione e una causa civile nei miei confronti per il risarcimento di 50.000 euro per danni all’immagine.

A questo punto, posso solo dire che non ho più parole. Non mi lasciano stare. Il Golf Chervò sta diventando un vero incubo!

Che strano, invece, che quando in passato twittavo foto e complimenti del golf Chervò nessuno di loro mi seguiva o mi ringraziava… che strano vero?

Concludo dicendo “viva l’Italia”, sperando non sia davvero un paese ingiusto come sembra essere diventato. Ma soprattutto, viva le persone per bene, oneste e di “buon senso” che ancora forse esistono (anche se mi è sempre più difficile crederlo). Io vado avanti e farò ricorso in APPELLO perché ho la coscienza troppo pulita per lasciar perdere e far solo pensare a qualcuno di essermi comportato male con loro. Ma soprattutto perché sono stanco di vedere i soliti “prepotenti” averla vinta su tutto e su tutti.

Se avete letto fino qui, vi ringrazio per esservi interessati alla mia causa. Ho tanti allievi, anzi tantissimi e benedico il cielo per questo, ho tante idee ed eventi bellissimi da organizzare. Per fortuna sul lago di Garda abbiamo campi meravigliosi che ci possono ospitare e con i quali sono felice di collaborare.

Un abbraccio e ancora grazie.

Andrea.